Il contratto di web marketing per le web agency di marketing e comunicazione è un fondamentale strumento che ha la finalità di guidare e tutelare le parti durante il rapporto di lavoro.

Il codice civile disciplina diverse tipologie di contratto, ma non vi è nulla di specifico per quanto riguarda i contratti per il web marketing.

Il contratto di web marketing rientra nella tipologia dei contratti d’opera. Più specificatamente, se il prestatore d’opera è un soggetto singolo libero professionista avremo un contratto di prestazione d’opera, mentre se si tratta di un’agenzia, ovvero una società, avremo un contratto d’appalto.

La web agency è il fornitore ed il cliente è il committente.

Le caratteristiche di questo tipo di contratto sono:

  • È una scrittura privata, quindi per essere valido è sufficiente la firma delle parti;
  • La mancanza di un rapporto di subordinazione fra professionista e cliente;
  • Il fornitore s’impegna ad eseguire uno o più servizi per il cliente entro un determinato termine.

Oggetto del contratto

Il punto di partenza è definire precisamente l’oggetto del contratto di web marketing. Ciò significa che il committente deve essere il più specifico possibile nel descrivere alla web agency l’incarico affidato.

Alcuni esempi:

  • Elaborazione di una strategia di marketing a 360 gradi che a livello operativo verrà svolta da altri;
  • La gestione specifica di alcuni social a livello di organico o/e con sponsorizzate;
  • Google ads;
  • Posizionamento del sito attraverso la SEO a livello solo strategico o anche operativo.
  • Consulenza web marketing periodica

Quindi quello che va fatto è redigere un modello di contratto con tutti i servizi descritti adattati al modus operandi dello specifico committente.

In questo modo il contratto diventa un vero e proprio asset aziendale che rimane, e andrà eventualmente solo aggiornato in funzione di cambi normativi od organizzativi aziendali.

Privacy e rispetto del GDPR

Nell’ipotesi in cui la web agency, dopo averlo realizzato o implementato gestisca il sito o l’app del cliente (es.: effettuando attività di manutenzione della piattaforma o custodendo i dati personali degli utenti), la web agency agisce come Responsabile del Trattamento ai sensi di quanto previsto dal GDPR e deve indicare, in particolare, quali misure ha adottato o intende adottare per tutelare la privacy e i dati personali degli utenti.

Il contratto di web marketing tra web agency e cliente dovrà anche chiarire il ruolo di Responsabile del Trattamento della prima e dovrà specificatamente indicare gli obblighi lato privacy della web agency.

Questo è un ambito molto delicato (anche se spesso trascurato) per cui si consiglia di affidarsi a uno studio legale che presti assistenza legale in tema GDPR e privacy. Si ricorda infatti che il Garante Privacy effettua controlli “a campione” sulle aziende e che le società non a norma rischiano pesanti sanzioni (fino al 4% del fatturato annuo dell’anno precedente alla sanzione oppure una sanzione massima fino a 20 milioni di euro).

Proprietà dell’opera

Un tema molto importante quando viene realizzato un sito e-commerce, un’App o un qualsiasi altro progetto digitale è riferito alla proprietà del lavoro svolto e chi abbia diritto esclusivo di sfruttamento economico dell’opera realizzata.

Il committente (il cliente, la startup o chiunque abbia commissionato il lavoro alla web agency) normalmente da per scontato che una volta terminata l’opera la proprietà passi in automatico in suo favore. Altro elemento dato per scontato è che ogni sfruttamento economico passi in capo al committente una volta finito il lavoro.

Ebbene, senza addentrarci troppo in tecnicismi, non è proprio così. Per questo l’accordo tra web agency e cliente deve prevedere una clausola specifica che disciplini questo ambito.

In particolare, dovrà essere indicato che ogni diritto di sfruttamento economico del sito e-commerce, dell’App, del software, etc è in capo al cliente. Ciò soprattutto per evitare che la web agency si appropri in modo indebito di qualsiasi vantaggio economico derivante dall’opera svolta che non sia riferito al compenso dovuto dall’ecommerce.