Premessa

Il patto di stabilità nel contratto di apprendistato è un tema di grande rilievo nell’ambito del diritto del lavoro, specialmente alla luce della sentenza n. 1646/2024 del Tribunale di Roma. Questo istituto mira a garantire al datore di lavoro che gli investimenti formativi compiuti sui dipendenti non vengano vanificati da dimissioni anticipate.

Il contesto normativo

Il contratto di apprendistato è disciplinato dal D.Lgs. n. 81/2015, che ne prevede tre tipologie: per la qualifica e il diploma professionale, professionalizzante o contratto di mestiere, e di alta formazione e ricerca. In particolare, il contratto di apprendistato professionalizzante, regolato dall’art. 44, è caratterizzato dall’obbligo per il datore di fornire una formazione adeguata e mirata all’acquisizione di competenze professionali specifiche.

La questione affrontata nella sentenza

Nel caso analizzato dal Tribunale di Roma, un’azienda aveva fatto ricorso contro un dipendente dimissionario che aveva abbandonato il posto prima della scadenza del periodo minimo previsto dal patto di stabilità inserito nel contratto di apprendistato. La clausola stabiliva una penale pari alla retribuzione corrisposta per ogni giorno di formazione ricevuta nel caso di dimissioni anticipate. Il lavoratore contestava la legittimità di questa clausola.

La decisione del Tribunale

Il Tribunale ha rigettato le argomentazioni del lavoratore, affermando che la previsione di una penale è legittima. Ha sottolineato che, mentre la disciplina dell’apprendistato è chiaramente definita dalla legge, l’autonomia privata permette di introdurre clausole che prevedano sanzioni per la violazione del patto di stabilità. Tale possibilità è giustificata dal principio che il datore di lavoro ha sostenuto costi significativi per la formazione del dipendente, e ha un legittimo interesse a beneficiare del lavoro del dipendente per un periodo minimo congruo.

Giurisprudenza e considerazioni

La sentenza si colloca in una linea interpretativa che riconosce la legittimità di patti di stabilità purché siano ragionevoli e proporzionati. Secondo la giurisprudenza, come ad esempio la sentenza della Corte di Cassazione n. 25201/2018, tali clausole non devono comportare una penalizzazione eccessiva per il lavoratore né limitare in modo sproporzionato la sua libertà di recedere dal contratto. Il principio di proporzionalità deve essere sempre rispettato.

Conclusioni

Il riconoscimento della legittimità della clausola di stabilità nel contratto di apprendistato professionalizzante, come sancito dalla sentenza del Tribunale di Roma, sottolinea l’importanza di un bilanciamento tra gli investimenti formativi del datore di lavoro e i diritti di recesso del lavoratore. Tale equilibrio è fondamentale per garantire la sostenibilità del contratto di apprendistato come strumento di formazione e inserimento professionale.

In conclusione, la sentenza n. 1646/2024 rappresenta un punto di riferimento significativo per la regolamentazione del patto di stabilità nei contratti di apprendistato, ribadendo la necessità di tutela degli investimenti formativi del datore di lavoro senza pregiudicare i diritti fondamentali del lavoratore.