Premessa

I premi di risultato sono somme variabili legate ad aumenti di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione aziendale. La legge 208/2015 e successivi interventi legislativi, hanno previsto agevolazioni fiscali per incentivare tali premi.

Per il 2024, l’imposta sostitutiva sull’IRPEF è stata ridotta dal 10% al 5%, rendendo ancora più vantaggiosa la corresponsione di questi premi. Per beneficiare di tale agevolazione, i premi devono essere stabiliti da un accordo di secondo livello, aziendale o territoriale, con le rappresentanze sindacali.

Accordi di Detassazione

Gli accordi di detassazione devono essere depositati telematicamente presso il Ministero del Lavoro entro 30 giorni dalla loro sottoscrizione. Tali accordi devono indicare criteri oggettivi di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, che possono essere desunti da bilanci aziendali o documenti ufficiali, come il numero di brevetti depositati. È fondamentale che vi sia un risultato incrementale rispetto al periodo precedente per poter applicare l’imposta agevolata.

Beneficiari e Limiti

I beneficiari dell’imposta sostitutiva sui premi di risultato sono i lavoratori subordinati con un reddito annuo non superiore a 80.000 euro. Il premio detassabile non può superare i 3.000 euro lordi. Le somme eccedenti saranno soggette all’aliquota IRPEF ordinaria. Per i datori di lavoro, i costi sostenuti per i premi di risultato sono quelli ordinari previsti per ogni componente retributiva.

Conversione in Welfare Aziendale

La normativa offre ai lavoratori la possibilità di convertire i premi di risultato in welfare aziendale, beneficiando di un regime fiscale ulteriormente agevolato previsto dall’art. 51 del TUIR. Il welfare aziendale comprende un insieme di prestazioni, opere e servizi finalizzati a migliorare la vita privata e lavorativa dei dipendenti. Questi benefici non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, riducendo così l’onere fiscale e contributivo sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

Regime Previdenziale e Contributivo

Gli accordi di detassazione possono includere clausole che consentono la conversione dei premi in forme di welfare aziendale. Tra le opzioni di welfare che beneficiano di esenzione da oneri contributivi e fiscali ci sono la previdenza complementare e l’assistenza sanitaria integrativa, come previsto dall’art. 51 comma 2 del TUIR. Tuttavia, l’art. 12 della legge n. 153/1969 prevede che i contributi e le somme versate dal datore di lavoro per prestazioni integrative previdenziali o assistenziali siano soggette al contributo di solidarietà del 10%.

Posizione INPS

L’INPS, nella circolare del 31 maggio 2023 n. 49, ha affermato che i contributi alla previdenza complementare e all’assistenza sanitaria integrativa, anche se derivanti dalla conversione del premio di risultato, sono soggetti al contributo di solidarietà. Questa posizione ha sollevato alcune critiche, poiché il premio di risultato convertito dal lavoratore in contribuzione volontaria dovrebbe essere esente da questo contributo. L’INPS sostiene che ogni forma di remunerazione ricevuta dal lavoratore è soggetta a ordinaria contribuzione, e quindi anche i premi di risultato convertiti in previdenza complementare sarebbero soggetti a prelievo contributivo INPS.

Conclusioni

La conversione dei premi di risultato in welfare aziendale rappresenta un’opportunità vantaggiosa per i lavoratori e i datori di lavoro, grazie alle agevolazioni fiscali e contributive. Tuttavia, la posizione dell’INPS sul contributo di solidarietà può ridurre l’efficacia di queste misure di stimolo. È essenziale che le aziende comprendano bene i requisiti normativi e giurisprudenziali per beneficiare delle agevolazioni e che i lavoratori siano informati delle opzioni disponibili per massimizzare i vantaggi fiscali e contributivi.