Unioni civili e lavoro

La ben nota legge sulle unioni civili è stata approvata ed a ciò si ricollegano numerosi effetti per quanto riguarda il mondo del lavoro, dato che aumentano i soggetti che possono far valere i diritti prima riservati ai soli coniugati

La legge [1] afferma espressamente che al fine di assicurare l’effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dalle unioni civili tra persone dello stesso sesso, “le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso”.

Nel codice civile, invece, non è prevista nessuna automatica equiparazione con il matrimonio che potrà avvenire solo in presenza di un espresso richiamo.

Certificazione

Il lavoratore che deciderà di unirsi civilmente con un partner, anche dello stesso sesso, per usufruire dei diritti prima riservati alle sole coppie sposate, dovrà presentare al datore di lavoro il certificato che sancisce lo status di “unito civilmente” il quale avrà valore dimostrativo dell’unione costituita e conterrà i dati anagrafici delle parti, il regime patrimoniale prescelto e la residenza.

A quel punto l’azienda dovrà necessariamente ritenere il partner alla stregua di un coniuge del lavoratore/lavoratrice.

TFR

La legge richiama espressamente gli artt. 2118 e 2120  del Codice Civile: le indennità ivi previste dovranno, stante l’equiparazione totale e diretta, corrispondersi anche alle parti delle unioni civili.

Si tratta di disposizioni inerenti il pagamento del TFR e dell’indennità relativa quantificata nella misura del preavviso, che andranno corrisposte, in caso di morte del lavoratore, anche al suo partner con il quale sia unito civilmente.

Va ritenuto, inoltre, applicabile anche all’unito civilmente quanto previsto dalla legge [2] per cui all’ex coniuge divorziato e non risposatosi, titolare di assegno divorzile, potrà essere corrisposto il 40% del TFR percepito dall’altro coniuge all’atto di cessazione del rapporto di lavoro. Tale percentuale va riferita agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.

Ferie matrimoniali

Potrà applicarsi alle coppie unite civilmente anche la disciplina riguardante le tipologie di ferie matrimoniali, quindi sia quella che viene indennizzata dall’Inps, sia l’altra che è prevista generalmente nei vari CCNL di categoria. Tale disciplina, stante l’uso della parola “matrimonio”, va ritenuta estensibile.

Reversibilità della pensione

Ai soggetti di cui alle unoni civili, inoltre, è riconosciuto il diritto all’ottenimento della reversibilità della pensione, quindi dell’assegno corrisposto dall’Inps secondo la normativa attualmente in vigore. Inoltre Al coniuge o compagno, spetta il 60% della pensione del defunto salvo eventuali riduzioni.

Detrazione per coniuge a carico

Quanto stabilito dal TUIR [3], è ammissibile anche nell’ambito delle unioni civili.

La norma stabilisce la possibilità di detrarre dall’imposta lorda diversi importi per carichi di famiglia, tra cui figura anche una somma relativa al coniuge non legalmente ed effettivamente separato.

Permessi per motivi familiari e per assistenza a disabili

I soggetti uniti civilmente e lavoratori potranno richiedere, un permesso familiare [4] per assentarsi dal posto di lavoro per 3 giorni laddove sussistano gravi motivi familiari. La legge, infatti, parla “di decesso o di documentata grave infermità del coniuge” e quindi anche  per il convivente unito civilmente.

Va ritenuta estensibile, in aggiunta, anche la normativa di cui alla nota Legge 104 [5]: il lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste il coniuge/compagno con handicap in situazione di gravità ha diritto a fruire di tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in maniera continuativa.

Congedo biennale

Applicabile alle coppie unite civilmente anche il congedo biennale previsto [6] per il coniuge convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità accertata.

[1] Legge approvata 11 maggio 2016, in via di pubblicazione, art. 1, comma 20.

[2] Art. 12-bis, L.n.898/70.

[3] Art. 12 del D.P.R.n.917/86 (TUIR).

[4] Art. 4, L.n.53/00.

[5] Art. 33, comma 3, L.n.104/92.

[6] Art. 42, comma 5-bis, L.n.104/92.

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