Trattenute: appropriazione per il datore che non le versa

La Corte di Cassazione ha stabilito che in mancanza della denuncia contributiva, il datore è condannabile per la mancata effettuazione dei versamenti e delle trattenute

Con la sentenza n. 42715 del 20 ottobre 2016, la Corte di Cassazione, Sezione Penale, ha confermato che la denuncia contributiva UNIEMENS, anche dopo l’entrata in vigore nel 2010 delle nuove procedure, costituisce piena prova dell’avvenuta corresponsione delle retribuzioni e delle trattenute ai lavoratori dipendenti esposti nelle denunce individuali che essa contiene.

In presenza di tale denuncia, qualora non siano stati effettuati i versamenti delle ritenute operate ai dipendenti, il datore di lavoro è condannabile per appropriazione indebita. Ciò in quanto la successiva elaborazione, da parte dell’INPS, del modello DM10 virtuale non è atto autonomo dell’Istituto ma scaturisce dai dati comunicati.

Dunque, la denuncia contributiva UNIEMENS costituisce piena prova dell’avvenuta corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori dipendenti

E’ con questa motivazione che la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un datore di lavoro che, condannato a sei mesi di reclusione e mille euro di multa per il reato di mancato versamento delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori, aveva provato a difendersi sostenendo che la denuncia contributiva mensile telematica, in quanto elaborata dall’INPS, non ha valore confessorio dell’avvenuta erogazione degli stipendi.

Ora la denuncia contributiva UNIEMENS a partire dal 2010, contiene i dati relativi alle denunce individuali e viene ricostruito virtualmente dall’INPS sulla base dei dati contenuti nel flusso telematico trasmetto dal datore di lavoro.

Dunque, il DM 10 virtuale ancorché generato dal sistema informativo dell’INPS, trae origine dalle informazioni e dai dati forniti dal contribuente. Infatti, in caso di mancata trasmissione telematica delle denunce individuali e aziendali da parte del datore di lavoro, l’Istituto non può in alcun modo procedere alla generazione del DM10 virtuale.

La Cassazione ha concluso, quindi, che l’onere incombente sulla pubblica accusa di dimostrare l’avvenuta corresponsione delle retribuzioni ai lavoratori dipendenti è assolto con la produzione del modello DM10, con la conseguenza che grava sull’imputato il compito di provare la mancata esistenza del materiale esborso delle somme.

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