Quando il datore non paga

Il lavoratore ha la possibilità di recuperare, almeno in parte, i crediti retributivi ed il TFR in caso di mancato versamento delle retribuzioni e dei contributi. Ecco la documentazione utile per accedere al Fondo di Garanzia Inps.

L’Inps, nell’annunciare la novità in merito al Fondo di garanzia Inps [1], riepiloga i documenti necessari per attivare l’intervento del proprio Fondo di garanzia [2].

Il Decreto legislativo riconosce al lavoratore la possibilità di recuperare in parte i propri crediti retributivi e il Tfr nel caso di insolvenza del datore di lavoro a causa di fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, amministrazione straordinaria oppure, nel caso di non assoggettamento ad una di queste procedure, di ricorso a procedure esecutive individuali mediante intervento da parte del Fondo di garanzia istituito presso l’Inps.

Inoltre, il Fondo di Garanzia Inps garantisce il lavoratore dal rischio legato al mancato versamento dei contributi, ai Fondi pensione da parte del datore di lavoro, permettendo l’erogazione delle prestazioni spettanti attraverso l’integrazione dei contributi omessi da parte del Fondo stesso.

In caso in cui il datore che non ha pagato le retribuzioni o il Tfr, versi in una procedura concorsuale (fallimento o concordato fallimentare, ndr.), è richiesta dal Fondo di Garanzia Inps la seguente documentazione:

  • copia autentica (anche per estratto) dello stato passivo reso esecutivo;
  • dichiarazione sostitutiva dell’attestazione della Cancelleria che il credito non è stato oggetto di opposizione o di impugnazione ai sensi dell’art. 98 legge fallimentare;
  • copia autentica del decreto che ha deciso l’eventuale azione di opposizione o impugnazione riguardante i crediti del lavoratore;
  • modello SR52 (per la liquidazione del Tfr e dei crediti di lavoro) e/o Modello SR95 (per la liquidazione delle omissioni contributive alla previdenza complementare);
  • copia della domanda di ammissione al passivo;
  • modello SR98 sottoscritto dal legale rappresentante del Fondo di previdenza complementare;
  • copia del documento di identità;
  • mandato di assistenza e rappresentanza nel caso di ricorso ad un patronato o ad un legale.

Nel caso in cui sia stata aperta una procedura di concordato preventivo, la documentazione specifica è la seguente:

  • copia autentica del decreto di omologazione;
  • copia della comunicazione di cui all’articolo 171 della legge fallimentare “Convocazione dei creditori” ricevuta dal commissario giudiziale;
  • copia dei prospetti paga relativi alle mensilità richieste.

Questo l’elenco dei documenti specifici qualora il datore di lavoro non sia soggetto a procedura concorsuale:

  • decreto del Tribunale di reiezione dell’istanza di fallimento;
  • originale del titolo esecutivo in base al quale è stata esperita l’esecuzione forzata;
  • copia del ricorso sulla base del quale è stato ottenuto il titolo esecutivo;
  • copia del/dei verbale/i di pignoramento negativo;
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesta che, dagli atti della Conservatoria dei registri immobiliari, il datore di lavoro non risulta proprietario di beni immobili nei luoghi di nascita e di residenza.

In caso di morte del lavoratore, oltre ai documenti specifici rispetto alla causale di intervento, occorre allegare alla domanda telematica la seguente ulteriore documentazione:

  • dichiarazione sostitutiva del certificato di morte e dello stato di famiglia alla data del decesso del lavoratore dante causa;
  • atto notorio con l’indicazione degli eredi;
  • modello SR22
  • eventuale delega alla riscossione in favore di uno solo degli eredi.

Se la successione è regolata dal testamento del lavoratore deceduto, vanno allegati copia autentica del testamento pubblico o del verbale di pubblicazione del testamento olografo o segreto. Se tra gli eredi sono presenti minori o incapaci alla domanda deve essere allegata anche copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare a riscuotere il Tfr e gli altri crediti da lavoro.

[1] Messaggio INPS n.2084 dell’11 maggio 2016.

[2] D.Lgs n.80/1992.

Vuoi approfondire questo o altri argomenti?

Contatta subito lo Studio