Pignoramento, ma quanto costa?

Il pignoramento è la fase processuale esecutiva in cui il creditore può effettivamente conseguire ciò che gli spetta: l’ottenimento dei propri crediti. Ma arrivarci non è immediato e necessita di alcune spese. Vediamo quali.

Prima o poi ci siamo trovati tutti nella situazione in cui un debitore non vuole pagare. E allora che fare? La soluzione (ovvia) è quella di rivolgersi ad un legale e, se il debito continua a non essere onorato, arrivare al pignoramento del dovuto.

Il pignoramento [1], come è noto, è quella fase del processo esecutivo in cui l’Ufficiale Giudiziario espropria crediti o beni del debitore per soddisfare il creditore direttamente o attraverso la vendita degli stessi.

Come detto, a questa fase bisogna arrivarci.

Per chiedere ed ottenere un pignoramento bisogna prima procurarsi un “titolo esecutivo[2]. Il titolo esecutivo è una sentenza definitiva o un decreto ingiuntivo non opposto, cioè non contestato dal debitore, in cui sia chiaro quale sia l’esatto ammontare del dovuto.

Esistono delle tabelle e dipende molto dal legale a cui ci si rivolge ma, tanto per fare qualche conto, mediamente, per ottenere un titolo esecutivo da decreto ingiuntivo, per un credito di €.2/3.000 occorrono più o meno €.700/800, mentre per un credito di €.6/7.000 occorrono più o meno €.8/900 e per un credito di €.15/20.000 occorrono più o meno €.1.100/1.200.

Tutti i valori a cui si fa riferimento devono essere aumentati dell’IVA (22%) e della CPA (la Cassa Avvocati al 4%).

Dopo che si è ottenuto il titolo esecutivo ed il debitore continua a non pagare è necessario notificare a quest’ultimo un atto di precetto [3]. Anche qui il costo dell’atto dipende molto dal valore del credito che si richiede, ma per gli importi a cui abbiamo fatto riferimento il costo varia intorno a €.2/300.

Muniti di titolo esecutivo e precetto, si può finalmente procedere al pignoramento.

Esistono tre tipi di pignoramento: quello mobiliare, quello immobiliare e il pignoramento presso terzi. L’efficacia, i tempi ed i relativi costi sono differenti l’uno dall’altro.

Per i costi esistono i c.d. scaglioni dei valori che determinano la quota di spese legali da appicarsi a seconda del valore della somma da pignorare: fino a €.1.100; da €.1.101 a €.5.200; da €.5.201 a €.26.000 e così via. Per una più facile comprensione, faremo degli esempi.

Per il pignoramento mobiliare i tempi sono abbastanza brevi (qualche mese), ma l’efficacia è sempre molto limitata dato che dipende da ciò che l’Ufficiale Giudiziario trova nella residenza o nel domicilio del debitore e, soprattutto, da quanto si potrà realizzare con la vendita dei beni pignorati. Ad esempio, il costo è di più o meno €.500 per i crediti intorno a €.2/3000, di più o meno €.800 per crediti di €.6/7000, e poco di più per i crediti tra €.15/20.000.

Per il pignoramento immobiliare il discorso è diverso. I costi sono maggiori dato che la procedura e i tempi sono molto più lunghi e, tanto per dare dei valori, partono da €.1000 a €.1.500/2.000 a salire, ed anche di più a seconda di come si sviluppa tutto l’iter esecutivo, con vendite, incanti, aste e quant’altro.

Il pignoramento presso terzi è quello preferibile, se applicabile. Accomuna una tempistica relativamente breve ad una efficacia molto alta. I costi anche qui vanno da €.7/800 a €.1000/1200 per dei crediti da recuperare di livello medio.

Da ultimo, una cosa molto importante da sottolineare è la seguente: se il pignoramento va a buon fine, il creditore recupera tutte (ma proprio tutte, ndr.) le somme spese per la procedura a cominciare da quelle per il titolo esecutivo, compresi gli interessi.

[1] Artt. 491 e segg. C.p.c.

[2] Art. 474 Cp.c.

[3] Art. 480 C.p.c.

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