Dirigenti e le ferie

Non sempre le ferie non godute danno diritto all’indennità sostitutiva per i dirigenti. Dipende dal motivo della non fruizione e da chi e come è stato esercitato il relativo potere decisionale.

Come già statuito dalla Suprema Corte [1], il dirigente che, pur avendo il potere di attribuirsi il periodo di ferie senza alcuna ingerenza del datore di lavoro, non lo eserciti e non fruisca, quindi, del periodo di riposo annuale, non ha il diritto all’indennità sostitutiva delle ferie non godute, a meno che non provi di non averne potuto fruire a cagione di necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive.

Deve però escludersi che da tale principio derivi una presunzione, per tutti i dirigenti, di piena autonomia decisionale nella scelta del se e del quando godere delle ferie, non spettando tale potere a qualunque dirigente in quanto tale.

Solo ove risulti che, nel caso concreto, il dirigente abbia tale potere può farsi luogo al principio secondo cui l’indennità sostitutiva delle ferie non godute non spetta se non quando risultino provate necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive che impediscano la fruizione delle ferie medesime.

In altre parole, ex art. 2697 cpv. c.c. il potere, in capo al dirigente, di scegliere da se stesso tempi e modi di godimento delle ferie costituisce eccezione da sollevarsi e provarsi a cura del datore di lavoro, mentre l’esistenza di necessità aziendali assolutamente eccezionali e obiettive, ostative alla fruizione di tali ferie, integra controeccezione da proporsi e dimostrarsi a cura del dirigente medsimo.

[1] cfr. Cass. Civ. Sez. Lav. n. 11786/05 e Cass. Civ. Sez. Lav. n. 7883/96.

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