Demansionamento e Jobs Act. Ora si possono modificare le mansioni di un dipendente.

Il Jobs Act ora introduce la possibilità in capo alle aziende di operare il demansionamento dei lavoratori, cosa sino ad ora vietata o, quantomeno, permessa solo in particolari situazioni .

Il Jobs Act va a toccare anche quegli aspetti che sino ad ora si consideravano inviolabili. Oggi l’imprenditore avrà piena libertà di procedere ad un demansionamento verso i propri dipendenti e, conseguentemente, anche di ridurre gli stipendi con accordi individuali.

Innanzitutto si deve sottolineare che la norma è di portata generale, quindi si applicherà a tutti i lavoratori subordinati, con vecchi e nuovi contratti. E anche in questo caso, come nel decreto sul contratto a tutele crescenti, si pone il problema dell’eventuale estensione delle norme al settore pubblico, ma questa è una questione che andrà chiarita successivamente.

Considerando il testo, la norma recita così: “In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incidono sulla posizione del lavoratore, lo stesso può essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore“. Va da sé che il concetto di modifica degli assetti organizzativi è estremamente generico e vago, vuol dire tutto e niente. Di fatto è un presupposto che sta tutto nelle mani dell’azienda.

Per i lavoratori la tutela sembra ridursi nel fatto che il demansionamento e l’assegnazione ad una mansione inferiore non dovrà però intaccare il margine contributivo raggiunto.

La legge prevede, inoltre, la possibilità di stipulare accordi individuali di modifica delle mansioni, del livello di inquadramento e della relativa retribuzione. Questo significa che il dipendente, seppur in accordo con il datore di lavoro, può essere costretto a stipulare contratti oggettivamente molto più leggeri sotto ogni punto di vista.

Seppure tale operazione avviene con il consenso del dipendente, che non è lasciato da solo di fronte all’imprenditore ma può avere l’ausilio di un esperto sindacale o di un avvocato, é pur vero che l’azienda può forzare il dipendente ad una scelta: o il lavoratore accetta le condizioni, che possono comprendere il demansionamento e la riduzione di mansione o di stipendio, o potrà essere licenziato con un indennizzo di poche mensilità.

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