CoCoPro: dal 1 gennaio 2016 basta, solo contratti subordinati

Il Jobs Act ha definitivamente fatto uscire di scena i contratti di collaborazione di tipo “parasubordinato” CoCoPro a favore del tipico contratto “standard” dell’ordinamento italiano e cioè il contratto di lavoro subordinato.

Dallo scorso primo gennaio 2016, se un’azienda vuole avere in forza un lavoratore deve farlo con un contratto di lavoro di tipo subordinato a tempo indeterminato. Se poi il soggetto in questione era già stato precedentemente contrattualizzato con un contratto di collaborazione (CoCoPro), l’azienda potrà anche avvalersi del beneficio dell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali eventualmente connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro [1].

La norma [1], entrata in vigore il 25 giugno ed attuativa del Jobs Act, è intervenuta sui contratti di collaborazione (CoCoPro) e sulle c.d. “partite IVA” abrogando, in toto la normativa che li regolamentava [2].

In base a quanto disposto, dal 1 gennaio 2016 si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretizzino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali e continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente “anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”.

Quindi, proprio in quelle situazioni in cui si ricorreva tipicamente al contratto di collaborazione CoCoPro, ora la legge prevede espressamente che si utilizzi il comune contratto di lavoro subordinato.

Esistono delle eccezioni ma sono solo residuali. Continuano a rimanere escluse: le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale; le collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali; le attività prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni; le prestazioni di lavoro rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche.

A decorrere dal 1 gennaio 2016, come detto, qualora l’azienda proceda all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (anche part-time) di soggetti già titolari di contratti di collaborazione CoCoPro ovvero di soggetti titolari di partita IVA, con i quali abbiano intrattenuto rapporti di lavoro autonomo, beneficerà dell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi alla eventuale erronea qualificazione del rapporto di lavoro (con esclusione degli illeciti accertati in data antecedente l‘assunzione).

Affinché tali benefici vengano riconosciuti, deve essere sottoscritto un accordo di conciliazione in sede c.d. “protetta” (Commissione provinciale di conciliazione istituita presso la Direzione Territoriale del Lavoro, in Sede sindacale ex art. 411 c.p.c. ovvero presso le Commissioni di certificazione), in cui il prestatore di lavoro dichiara di non aver più nulla a pretendere relativamente all’intercorso rapporto di lavoro. Tale accordo diventa inoppugnabile al datore.

Nei dodici mesi successivi alle assunzioni, i datori di lavoro non potranno recedere dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo, pena la perdita dei benefici.

[1] D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81.

[2] D.Lgs. n. 276/2003, artt. dal 61 al 69-bis.

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